SI COMINCIA

Il mese scorso ho compiuto 60 anni, età nella quale le persone si sentono più o meno “arrivate”. Io invece non mi sento affatto così.

Anzitutto, per definirsi tali, bisognerebbe avere avuto in mente una meta da raggiungere e io non l’ho mai avuta. Certo, nella mia vita ho desiderato molte cose – alcune si sono realizzate, molte altre no – ma non ho mai avuto un obbiettivo preciso; piuttosto posso dire di avere navigato a vista e questo mi ha probabilmente portato a disperdere tempo ed energie. Per tale motivo  ho sempre guardato con ammirazione  alle persone molto determinate, quelle che fin dalla giovane età manifestano un talento  e cercano di metterlo a frutto. Persone che sanno dove vogliono arrivare, come se il loro percorso nella vita fosse già tracciato.
Per me non è mai stato così, il cammino verso una maggiore chiarezza è stato laborioso ed è lungi dall’essersi concluso.

Posso anche confermare che certi luoghi comuni sono veri. La vita passa davvero  in un soffio: ora che la maggior parte della mia è trascorsa – almeno lo spero perché trovo abbastanza terrificanti le previsioni degli scienziati secondo i quali la vita si allunga e siamo destinati a campare fino a 120 anni! –  posso affermarlo con convinzione. Se mi guardo indietro, affiorano ricordi, rimpianti, momenti felici e altri dolorosi, ma soprattutto provo stupore per la velocità con la quale gli anni sono passati.

Si dice che le cifre tonde segnino momenti di passaggio. Io non ci credo molto ma qualche mese fa, per la prima volta, mi sono sentita vecchia. Anche debole. E impaurita. E’ stato quando mi sono fatta seriamente male alla caviglia e  ho sentito il corpo in difficoltà. Non più il corpo che ho sempre avuto, nato per muoversi,  sul quale fare affidamento, ma un corpo che, con le sue incertezze e limitazioni  non era più un sostegno, non era più un mezzo per muovermi con sicurezza nella vita. Tempo, movimenti appropriati e sedute dall’osteopata mi hanno consentito di recuperare appieno e ritrovare la sicurezza perduta. Soprattutto, ho avuto la riprova di  quanto potere abbiamo  nelle nostre mani,  di quanto il movimento consapevole  sia uno strumento portentoso per il benessere del  corpo, nostro mezzo di trasporto in quest’avventura, talvolta bella  talvolta  brutta, ma sempre appassionante, che è la vita.

Yoga e educazione somatica contribuiscono grandemente al mantenimento della nostra salute fisica, mentale e emozionale: Vi aspetto, se lo vorrete,  per un altro anno di esplorazioni somatiche da sperimentare insieme.