8 MARZO

Oggi è la Festa della donna e a chi pensa si tratti di una festa inutile suggerisco di vedere “Suffragette”: ambientato a Londra nel 1912, il film racconta la nascita del movimento femminista inglese attraverso la storia di un gruppo di donne che lottano per il diritto al voto e  per vedere affermata la loro dignità. Una lotta violenta  che ha richiesto anni, come indicato nei titoli di coda: le donne britanniche hanno potuto votare nel 1928, le italiane nel 1946 mentre in Arabia Saudita il diritto al voto è stato concesso  nel 2015. Dobbiamo essere riconoscenti e apprezzare il coraggio di quelle donne che si sono battute per la nostra emancipazione, disposte ad abbandonare figli e mariti, a perdere il lavoro, talvolta a perdere anche la vita in un nome di un ideale. Dobbiamo ricordarci di queste donne tutte le volte che abbiamo la possibilità di votare e rinunciamo a farlo.

Nemmeno io sono entusiasta all’idea che ci sia una festa della donna, perché mi ricorda che ce n’è bisogno, e di certo non serve a ridurre il numero dei femminicidi – 106  nei primi 10 mesi del 2018 – e gli stupri – più di 3000 nello stesso periodo. Ma se una ricorrenza serve a mantenere viva l’attenzione sulla condizione femminile, se è un’occasione per riflettere su quanto è costata l’emancipazione e  per ricordarci quanto dobbiamo essere orgogliose di essere donne, allora sì, questa festa mi piace. Intuito, sensibilità, capacità di tenere  tutto assieme occupandoci di tutto e di tutti, forza psicologica e resilienza forgiate attraverso secoli di soprusi e umiliazioni: noi donne siamo tutto questo e dobbiamo andarne molto fiere.

Simone de Beauvoir, scrittrice, filosofa e femminista francese ha detto: “L’umanità è maschile e l’uomo definisce la donna  non in quanto tale ma in relazione a se stesso; non è considerata un essere autonomo.” Mi torna alla mente mia nonna, che ho amato molto e alla quale penso spesso: nata nel 1910, era una persona che sprizzava energia da tutti i pori, ha sempre lavorato e avrebbe tanto voluto prendere la patente, ma mio nonno, peraltro una persona buona come il pane,  glielo ha sempre impedito. Mi piace credere che ora  non potrebbe  più accadere, ma non ne sono così sicura, non dobbiamo abbassare la guardia, la strada da percorrere è ancora lunga e la violenza sulle donne si manifesta anche in modi molto sottili. E’ di ieri la notizia del volantino distribuito in Sicilia, secondo il quale il ruolo naturale della donna è di essere madre e regina del focolare. Sì. decisamente  c’è ancora molta strada da fare e molte lotte da combattere.

Vi saluto con un  video  che ci ricorda che  non dobbiamo mai perdere la capacità di ridere di noi stesse; conserviamo l’autoironia che il movimento Me Too, pur con tutti i suoi meriti, ha un po’ ammaccato.

Buona Festa della donna a tutte, che la festeggiate o no!