“Che tipo di yoga insegna? ” – Il potere della semplicità

23.09.2016

“Che tipo di yoga insegna? Lo yoga che non insegue le mode”. Diceva così il volantino pubblicitario fatto stampare qualche anno fa per farmi pubblicità. E’ questa la domanda che mi rivolgono più spesso, e io non so mai come rispondere se non che lo yoga è yoga e basta, non ci sono  tanti tipi di yoga, ci sono piuttosto tante interpretazioni di questa bellissima disciplina. Non mi piace catalogare il mio modo di insegnare, ma di recente ho provato un moto di gratitudine leggendo un articolo di Charlotte Bell, un’insegnante  americana che sullo yoga la pensa come me. Mi ritrovo in  ogni sua singola parola,  Ecco alcuni passaggi  del suo intervento:

“Il potere della semplicità – di Charlotte Bell

……….. La prima volta che ho praticato yoga, nel 1982, ricordo di essere salita in auto al termine della lezione e di avere immediatamente spento la radio che avevo lasciato accesa. La pace che sentivo dentro di me era molto più importante e gradevole di qualsiasi musica.

In quegli anni non c’erano molte scuole di yoga in città. C’erano una dozzina di insegnanti – li conoscevo tutti – che davano lezioni nelle palestre, nelle aule delle scuole e delle università. Niente incenso, niente musica, niente sfoggio di abbigliamento yoga. Come me, i miei studenti praticavano yoga per calmare i nervi e la mente. Indossavamo quel che capitava, purché fosse comodo e ci lasciasse liberi di muoverci. Non c’era una scenografia yoga predefinita, solo un gruppo di studenti interessati che apprezzavano la possibilità di passare un’ora e mezzo   silenziosi e concentrati per rallentare il ritmo delle loro vite.

Ci muovevamo lentamente, consapevoli di ogni micromovimento; mantenevamo le posizioni per qualche respiro per permettere ai nostri corpi di raggiungere quel punto in cui smettevano di fare la posizione ma erano  la posizione.  Le persone praticavano yoga perché alla fine della lezione si sentivano più sciolte, più calme e più felici di quando erano arrivate.

Poi  è scoppiato il boom dello yoga e, all’improvviso, tutto è cambiato. Lo yoga si è adattato alla cultura occidentale e ai suoi ritmi frenetici :  da una dozzina di posizioni praticate in una lezione si è passati a una dozzina di posizioni al minuto. Abbiamo alzato il volume combinando musica pop e musica yoga, abbiamo alzato il termostato  per sudare, e abbiamo scoperto la necessità di indossare costosi indumenti appositamente creati per lo yoga – altro che semplici magliette e felpe. E shavasana – che fino ad allora aveva occupato 10-15 minuti  della pratica per calmare il sistema nervoso – è diventato una piccola pausa di 2 minuti.

Perché io continuo a far parte della vecchia scuola.

Anche se sono contenta di vedere che lo yoga riceve I riconoscimenti che merita  a livello mondiale, talvolta ho nostalgia della semplicità  che lo caratterizzava prima.

Adesso nella mia città ci sono un migliaio di insegnanti, e non ne conosco nessuno. Le mie lezioni di yoga sembrano anacronistiche, scandite dalla lentezza e dal nostro respiro collettivo come unica colonna sonora . La temperatura è confortevole, c’è poca se non nulla attenzione alla moda. Mi sono chiesta spesso se avrei dovuto conformarmi  all’”evoluzione occidentale” dello yoga per attrarre più studenti.

Ma la mia risposta è no. Perché lo yoga che mi piace e mi fa stare bene è quello della vecchia scuola. Per me lo yoga non consiste nel bruciare calorie, sudare o lanciare calci per rassodare i glutei. Io e i miei allievi siamo sempre di corsa, passiamo le giornate correndo da un appuntamento all’altro. La maggior parte di noi è sovrastimolata e distratta grazie alle nostre e alle altrui diavolerie elettroniche.

La pratica yoga per me è uno spazio per rifiorire e rilassare il mio sistema nervoso messo a dura prova dalla vita. Anche se ovviamente funziona per molte persone, lo yoga  della velocità, del sudore, della musica alta e dell’alta temperatura è esattamente l’opposto di ciò di cui ho bisogno.

Lo yoga deve condurre all’integrazione e per me sarebbe disintegrante insegnare  questo tipo di yoga, anche se sarebbe più redditizio. Inoltre non sarei mai capace di praticare con un ritmo veloce, non è nella mia natura. E comunque ci sono ancora persone, anche se non sono la maggioranza,  che amano e cercano una pratica silenziosa, calma e non competitiva.

Insegno lo yoga della vecchia scuola perché è questo lo yoga che amo. Una pratica semplice e lenta che non manca mai di rischiarare la mia mente facendomi sentire pulita, calma,  energizzata e a mio agio. La mia pratica yoga quotidiana mi permette di affrontare le giornate a partire da un centro di pace profonda.“