Curva lombare neutra anche in bicicletta!

6 Luglio 2016

E’ vero, lo ammetto. Sono fissata con la neutralità della zona lombare e chi frequenta i miei corsi lo sa bene perché mi sente spesso ripetere la raccomandazione: “curva lombare neutra”– ossia né arrotondata né eccessivamente inarcata. Ebbene, questa raccomandazione è ancor più valida quando passiamo dal tappeto yoga  ad altre attività nella nostra vita quotidiana, in piedi, seduti e anche in sella alla bicicletta. Spesso la domenica mattina mi piace pedalare per le strade della Franciacorta e lungo il tragitto incontro parecchi ciclisti che si impegnano molto più di me con le loro biciclette da corsa. Quando li incrocio o mi superano – cosa che puntualmente avviene – osservo la posizione che mantengono mentre sono in sella e molte volte vorrei pronunciare  la frase fatidica: “curva lombare neutra”. Soprattutto quando stanno spingendo per affrontare una salita, ma anche in altri momenti, molti di loro si curvano in avanti arrotondando la schiena. Pensano così di fare meno fatica. Invece è un errore, perché 1 quando la schiena è arrotondata, i muscoli profondi del core – il nostro nucleo o centro – vengono messi fuori gioco, non possono più fare il loro dovere che è quello di stabilizzare il corpo e renderlo forte; 2 aumenta la pressione sui dischi intervertebrali; 3 si accumula tensione nelle spalle: 4 si limita il movimento dell’articolazione dell’anca. In pratica chi pedala con il dorso arrotondato e in appoggio sul coccige sforza la schiena e perde potenza; invece chi sta in sella mantenendo la “curva lombare neutra”  e stando in appoggio sugli ischi attiva quei muscoli profondi  che mantengono  il tronco stabile. Così la forza si trasferisce dal centro alla periferia, dal tronco alle gambe e alle braccia, la pedalata è molto più efficace e molto meno faticosa. E il mal di schiena  se ne sta alla larga.

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