La danza della fascia

18 Novembre 2015

“La fascia non è solo il nostro tessuto connettivo, è anche il nostro tessuto costitutivo”.

Lo afferma Jean Claude Guimberteau, chirurgo francese che da anni si dedica allo studio di questa parte tanto importante quanto sconosciuta del nostro corpo. Come definire la fascia? Organo della forma, della continuità , dell’ubiquità, vestito interno: possiamo pensare alla fascia come a una rete tridimensionale che avvolge e attraversa tutto il nostro corpo per contenere e mettere in comunicazione le sue diverse parti. Questo tessuto assume forme e consistenze diverse secondo il compito che deve svolgere: ogni singola cellula, ogni vaso sanguigno, organo , muscolo, tendine, legamento e osso e’ coperto di fascia. L’acqua è la sua principale componente nonché l’elemento essenziale per mantenerla in buona salute, ma quando invecchiamo e la percentuale di acqua diminuisce, la nostra fascia si addensa e si indurisce.

La fascia è ciò che spinge Thomas Myers, autore di Meridiani Miofasciali, ad affermare che “non abbiamo 600 muscoli, ma un solo muscolo racchiuso in 600 tasche fasciali”. Nessuna descrizione può però eguagliare l’emozione e la commozione che suscitano le immagini del video “Promenade sous la peau” girato da J.C. Guimberteau. Il video ci mostra che dentro ai nostri corpi e’ in atto una danza , la danza della fascia . E proprio la danza, insieme con lo yoga, il Continuum Movement e le arti marziali, sono i movimenti che gli studiosi della fascia considerano tra i più adatti per mantenere questo organo in buona salute e contrastare il suo indurimento. Non qualsiasi tipo di danza, non qualsiasi tipo di yoga: alla fascia piacciono i movimenti lenti, multidirezionali, non ripetitivi, movimenti spontanei che emergono dal corpo in modo creativo, movimenti che ci riconnettono con la nostra fluidità. Movimenti eleganti e sinuosi come quelli del polipo ad esempio……