I sassi e la sabbia

I sassi e la sabbia: come portare lo yoga nella vita – 16 Ottobre 2015

Come possiamo mantenere vivi  i benefici della nostra pratica anche dopo che abbiamo lasciato la sala yoga?

La vita quotidiana mette a dura prova la nostra  capacità  di restare in contatto con l’essenziale senza farci travolgere dal superficiale: pensiamo a come reagiamo quando siamo in coda al supermercato o in un ufficio o  bloccati in macchina  nel traffico.
Lo yoga ci aiuta a riconoscere ciò che siamo, ma la vita ci spinge a identificarci con ciò  che facciamo ed è  davvero difficile non farsi travolgere da quella miriade di dettagli con i quali siamo costretti a confrontarci ogni giorno. Vivere dei momenti di grande  pace, serenità e chiarezza  quando siamo soli o in un gruppo che condivide i nostri  interessi è  relativamente facile, lo  è molto meno quando ci troviamo in un ambiente ostile. Come ricordarci che siamo essenzialmente energia e coscienza quando dobbiamo fare i conti con le incombenze e le scocciature quotidiane, quando siamo continuamente bombardati da messaggi che incitano al consumismo, all’accumulo, alla dispersione, alla comunicazione superficiale?
Una volta a  un rabbino venne chiesto: “A che punto  è  nel suo cammino di ricerca?”  Lui rispose: “Dovete chiedere a mia moglie”; quest’uomo sapeva bene quanto sia facile apparire evoluti e illuminati quando si vive distaccati dal quotidiano. Per questo motivo alcuni maestri spirituali continuano a svolgere  tutti quei compiti materiali che li costringono a fare i conti con la vita dei comuni mortali, e li aiutano a mantenersi umili.
Anche noi nel nostro  piccolo possiamo imparare a non vivere  divisi tra due mondi separati: quello dello yoga in cui tutto è  bello, piacevole e  rilassante,  e quello della vita che ci travolge con il suo flusso di impegni e imprevisti. Non serve diventare mistici e chiudersi in un eremo, la vita è il posto migliore in cui praticare yoga, migliore del tappeto su cui ci distendiamo ogni settimana.
Possiamo prendere esempio da quell’imprenditore di successo cui venne chiesto come riuscisse a organizzare il suo tempo in modo ottimale, occupandosi sia delle cose davvero importanti e interessanti  –  che definiremo i sassi – sia  dei dettagli,  degli obblighi e delle  scocciature,  che definiremo la sabbia. Come riuscire a far  entrare  tutto nel vaso della vita, sia i sassi che la sabbia? L’uomo rispose: “Se prima mettiamo la sabbia, non ci sarà  mai posto per i sassi. Se invece mettiamo prima i sassi, poi la sabbia si  infilerà nei buchi”. Conclusione: se dico a me stessa “Prima lavo il pavimento e poi vado a meditare” , non troverò mai il tempo per meditare, ogni granello di sabbia ne porta con sé un altro, la pulizia del pavimento mi porterà  a fare il bucato e il bucato a cucinare. Ma  se prima di tutto medito cogliendo un momento libero, poi farò  tutto il resto, meglio e più  rapidamente. E  i granelli di sabbia superflui si elimineranno da soli.
Per mettere subito  un bel sasso nel nostro vaso, ecco una breve meditazione  guidata, affinché i buoni propositi non restino lettera morta…

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“MEDITAZIONE PRESENZA”

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